Alimentazione dell'anziano: come stimolare l'appetito e garantire i nutrienti necessari

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Con l'avanzare dell'etĂ , il rapporto con il cibo cambia. Spesso compare l'inappetenza, dovuta a una riduzione del senso del gusto e dell'olfatto, a difficoltĂ  di masticazione o, talvolta, alla solitudine.

Tuttavia, una corretta alimentazione è il primo pilastro della salute: previene la fragilità muscolare, rinforza il sistema immunitario e migliora l'umore

Come fare quindi per fare fronte a queste sfide quotidiane?

Inutile presentare piatti abbondanti che possono scoraggiare chi ha poco appetito. È molto piÚ efficace puntare su 5 o 6 piccoli pasti distribuiti nell'arco della giornata.

Trasforma lo spuntino di metĂ  mattina e la merenda in occasioni per inserire nutrienti preziosi, come uno yogurt greco (ricco di proteine) o della frutta fresca frullata.

Se l'anziano mangia poco, quel "poco" deve essere un concentrato di energia e salute. Una soluzione potrebbe essere quella di arricchire i piatti senza aumentarne il volume. Un cucchiaio di olio extravergine d’oliva a crudo, del parmigiano grattugiato nella vellutata o un uovo aggiunto al passato di verdure possono fare la differenza nell'apporto proteico e calorico.

Spesso il cibo appare "insipido". Invece di eccedere con il sale, punta sulle erbe aromatiche e sulle spezie delicate.

Un piatto colorato e ben presentato stimola visivamente il desiderio di mangiare. Il rosmarino, il timo o la curcuma possono rendere invitante anche una semplice sogliola al vapore.

Molte persone anziane riducono il consumo di carne o verdure fibrose perchĂŠ fanno fatica a masticare o deglutire.

Se noti colpi di tosse frequenti mentre il tuo caro mangia, schiarimenti continui della voce o la sensazione che il cibo "vada di traverso", fermati. Questi non sono semplici incidenti, ma sintomi spia della disfagia (la difficoltĂ  a deglutire).

È fondamentale consultare il medico di base o uno specialista (logopedista o foniatra). Solo indagini mediche mirate possono confermare se l'anziano sia diventato disfagico e determinare il grado di rischio (come la polmonite ab ingestis).

In attesa del parere medico, prediligi cibi a consistenza modificata. Creme, flan, polpette morbidissime, purè o omogeneizzati sono ottime alternative che garantiscono sicurezza e facilità di ingestione, evitando il rischio di soffocamento.

L'anziano perde spesso lo stimolo della sete. La disidratazione può causare confusione mentale e debolezza.

Incentiviamo il nostro caro e se non beve volentieri l’acqua, prova con acque aromatizzate alla frutta, tisane tiepide o brodi vegetali saporiti.

Mangiare da soli può rendere il pasto un dovere meccanico e triste, mentre un pasto condiviso ha un sapore diverso. La presenza di qualcuno che non solo assista, ma che sappia ascoltare, chiacchierare e sorridere, può trasformare radicalmente l'approccio dell'anziano verso il cibo

Prendersi cura dell'alimentazione di un proprio caro significa, in fondo, proteggere la sua dignitĂ  e il suo piacere di vivere.