In Italia i caregiver sono circa 7 milioni. Il 60% di questi sono donne, che rappresentano il 6,9% della popolazione.
Il termine caregiver ha origini anglosassoni, dove il welfare distingue chiaramente ruoli e funzioni, la cura per un familiare è vista anche come lavoro non retribuito e le politiche sociali hanno bisogno di categorie giuridiche precise.
In Italia, storicamente e culturalmente prendersi cura di un familiare è sempre stato considerato un dovere morale, qualcosa di naturale, soprattutto per le donne.
Non è mai stato considerato un ruolo sociale, proprio per questo si parla di “una figlia che si occupa di una madre” o di “una moglie che si occupa del marito”.
Si può affermare quindi che l’assenza di una parola racconta l’assenza di un riconoscimento.
Per tutti questi motivi, anche in Italia abbiamo adottato il termine caregiver in quanto in una sola parola si racchiudono molteplici responsabilitĂ e mansioni.
In questi giorni, per la prima volta in Italia il ruolo del caregiver, diventa dibattito nazionale.
Il consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge che punta a dare finalmente un riconoscimento giuridico ed economico alla figura del caregiver.
Il DDL parla di un assegno mensile fino a un massimo di 400 euro mensili, erogato dall'INPS, destinato a chi assiste familiari non autosufficienti.
Il beneficio economico è rivolto a nuclei familiari con Isee inferiore ai 15.000 euro, con una corsia preferenziale per i redditi bassi, e distingue i caregiver in base alle ore di assistenza prestate:
- Fascia alta: oltre le 91 ore settimanali (assistenza gravissima)
- Fascia media: da 30 a 90 ore
- Fascia bassa: da 10 a 29 ore
Secondo il nuovo provvedimento, il caregiver familiare è la persona che assiste a titolo gratuito e in modo continuativo un congiunto. Nello specifico:
• Coniuge o partner in unione civile.
• Convivente di fatto.
• Parenti entro il secondo grado.
• In casi particolari, affini entro il terzo grado (se i parenti di grado superiore mancano o sono anziani/malati).
• Nota importante: La qualifica può essere riconosciuta a una sola persona per ogni assistito.
Oltre al denaro, il DDL introduce diritti fondamentali per chi lavora e assiste:
• Flessibilità e Smart Working: Accesso prioritario al lavoro agile e possibilità di modificare l'orario di lavoro.
• Ferie Solidali: Possibilità di ricevere giorni di ferie ceduti dai colleghi.
• Contributi Figurativi: Sono previsti meccanismi per il riconoscimento ai fini pensionistici del periodo di assistenza (es. 1 anno di contributi extra ogni 5 di assistenza, fino a un massimo di 4 anni).
• Studenti Caregiver: Esonero dalle tasse universitarie e riconoscimento dell'attività di cura come credito formativo (PCTO o crediti universitari).
La data fissata per il rilascio della piattaforma INPS è prevista per Settembre 2026. I caregiver dovranno registrarsi telematicamente per ottenere il riconoscimento formale della loro qualifica.
L’erogazione effettiva dei contributi economici dovrebbe partire da gennaio 2027, in quanto le risorse del 2026 sono destinate alla creazione dell’infrastruttura digitale e dei registri.
Molte associazioni di categoria o comitati caregiver accolgono il DDL come un primo passo ma sollevano alcune criticità come le risorse limitate stanziate che potrebbero non coprire l’intera platea avente diritto.
Inoltre il contributo sembra, attualmente limitato a chi convive con la persona disabile, escludendo chi assiste un familiare ma abita in un’altra casa.
Ricordiamo inoltre che essendo un disegno di legge, il testo dovrĂ passare al vaglio di Camera e Senato, dove potrebbe subire ulteriori modifiche e miglioramenti