La settimana scorsa abbiamo parlato dell’Ascolto attivo per migliorare la comunicazione in situazioni difficili. Oggi parliamo di come gestire le domande ripetitive senza perdere la pazienza.
Ho riscontrato spesso che in famiglia è difficile, proprio per il rapporto che unisce, avere lucidità e ricordare che non è un dispetto ma la patologia che porta i nostri cari ad avere atteggiamenti ripetitvi che portano il caregiver a perdere la pazienza.
Cerchiamo di capire quindi da che cosa hanno origine questi comportamenti e cosa vogliono comunicarci.
Con la memoria a breve termine il cervello non registra la tua risposta precedente quindi quando il tuo caro ripete più volte la stessa domanda per lui è come se fosse la prima volta.
Spesso la domanda ripetitiva nasconde un segnale d’ansia. E’ come dire “mi sento confuso e ho bisogno di sentirmi al sicuro”
Cosa fare quindi? Invece di concentrarti sulle parole cerca di capire cosa c’è dietro, che emozione porta l’ammalato a fare una domanda specifica. Come dicevamo la domanda nasconde un disagio. Cerchiamo di non contraddirli ma spostiamo l’attenzione su un altro punto di vista.
Facciamo degli esempi pratici per capire meglio:
• Se chiede continuamente della madre (ormai scomparsa), invece di dire "Ma è morta vent'anni fa!" (che causerebbe un nuovo lutto ogni volta), prova a dire: "Tua mamma era una donna fantastica, vero? Cosa ti piaceva mangiare con lei?".
Oppure
• Ad un “Voglio andare a casa” anche se la persona si trova già a casa, invece di rispondere “Ma sei già a casa tua! Guarda, questi sono i tuoi mobili, questa è la tua cucina. Non ricordi?", prova a dire "Ti senti un po' spaesato oggi, vero? Anche a me capita di voler stare in un posto sicuro. Raccontami, com'era la casa dove sei cresciuto? Aveva un giardino?"
Questo ci fa capire che dobbiamo evitare le risposte logiche. Intervenendo invece con empatia interrompiamo il loop della fissazione.
Se le domande spesso riguardano gli orari o gli impegni della giornata è importante anche avere delle ancore visive. Si può utilizzare un orologio orientativo che permettere di visualizzare l’ora il giorno e anche il momento della giornata, oppure delle lavagne che suddividono i momenti e gli impegni della giornata.
Come può il caregiver proteggersi se sente di perdere la pazienza? Sentire rabbia e frustrazione è normale, non ti rende cattivo ma umano.
Allontanarsi in un’altra stanza e respirare profondamente per qualche minuto aiuta il tuo corpo a calmarsi e ad affrancarsi dal momento.
Sembrano dei consigli semplici ma sono molto efficaci. Bisogna solamente abituarsi a farlo!
Affrontare la gestione della demenza richiede energie che a volte sembrano non bastare mai. Ricorda che chiedere aiuto non è un segno di resa, ma un atto d'amore verso il tuo caro e verso te stesso.