Seconda giornata del percorso formativo per Caregiver "Assistere con amore"

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Il primo argomento trattato è stato quello della riorganizzazione degli spazi domestici e l’introduzione di ausili medici. L’introduzione fatta è riconducibile sempre all’accettazione della malattia da parte della famiglia. Accettare di modificare la propria abitazione adattandola a quelle che sono le esigenze di assistenza della persona malata, fa parte del percorso.

In questa fase è importante la comunicazione della famiglia nei confronti della persona malata. E’ fondamentale il coinvolgimento per farla sentire parte attiva della famiglia rispettando la sua dignità e autonomia e cercando di limitare più possibile la perdita di controllo sul proprio ambiente.

Coinvolgere significa anche cercare di favorire il più possibile il mantenimento dell’autonomia residua ed allo stesso tempo agevolare in termini di sicurezza non solo la persona malata ma anche il caregiver.

Se si pensa ad una persona che la maggior parte del tempo la passa a letto è fondamentale un letto medico con un materasso antidecubito, questo favorisce sicuramente il malato ma anche il caregiver nelle pratiche di igiene senza forzare troppo il peso sulla schiena e potendo muoversi sia da un lato del letto che dall’altro per facilitare le manovre di cambio pannolone e igiene della persona.

Tutti gli spazi vanno ripensati per poter agevolare al meglio l’autonomia del malato. I tappeti andrebbero tolti in quanto sono una delle prime cause di cadute in casa. Il bagno può essere adattato con rialzi per wc e bidet, maniglioni per doccia o ausili necessari per il bagno in vasca.

Per una persona che fatica a deambulare e che magari ha frequenti perdite di equilibrio sarebbe bene utilizzare una carrozzina. Con una carrozzina auto spingente potrebbe muoversi in autonomia all’interno della casa oppure il caregiver potrebbe utilizzarla per portare il familiare dal medico o a fare una passeggiata in tutta sicurezza.

La cura di una persona a casa prevede quindi adattamenti simili a quelli di cui abbiamo parlato. Tutto questo costruirà un nuovo equilibrio per dirigere la vita dl familiare e del caregiver nel modo più sereno possibile.

Con Marco, massoterapista e fondatore di Rebody studio sito in Via Borsi, 15/a a Novara, abbiamo approfondito le tecniche di movimentazione per evitare di far male al familiare ma sicuramente anche di far lavorare in sicurezza il caregiver.

Riassumendo ci sono delle regole che il caregiver dovrebbe sempre osservare:

• in caso di movimentazione di un familiare poco collaborante e con difficoltà motorie, bisogna assicurarsi di avere delle calzature comode con struttura antiscivolo

• assiscurarsi che gli ausili utilizzati dal familiare, sedia a rotelle o letto medico a rotelle, abbiano inseriti gli appositi blocchi

• evitare di avere vicino oggetti che possono risultare di intralcio nelle tecniche di movimentazione

• garantire la propria stabilità ed equilibrio divaricando leggermente le gambe e piedi paralleli o uno davanti all’altro

• non sottoporre la schiena a sforzi eccessivi piegando le gambe, tenendo la zona lombare in estensione e affidandosi alla spinta di braccia e gambe

• evitare rotazioni o inclinazioni laterali perché sono più soggette ad infortuni

• evitare in modo assoluto di afferrare il familiare in punti cedevoli come ascelle e invìcavo del ginocchio. Preferire le prese che cingono le spalle e i fianchi

• tenere il peso vicino a se e utilizzare anche quello del proprio corpo in questo modo si mantiene stabile il baricentro

• fare attenzione in caso di presidi come cateteri drenaggi etc..

In seguito alle istruzioni di Marco, abbiamo fatto delle prove pratiche utiizzando gli ausili gentilmente concessi da Vita S.r.l. di Via XXIII marzo, 119/d a Novara, con il nostro Oss Fabio, libero professionista e collaborante attivissimo di Vita Homecare.

Fabio si è concentrato specialmente sul posizionamento del pannolone sia a letto che  in piedi.

Questa è stata una giornata interamente pratica dedicata all’apprendimento diretto delle tecniche di assistenza e movimentazione del paziente che ha reso sicuramente più forte il loro ruolo di caregiver.

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